I sapori che restano: a tavola con le mamme, tra ricordi e grembiuli condivisi

Facciamo un salto indietro nel tempo. Hai sette anni, ti svegli domenica mattina e in cucina si sente già il rumore di pentole e cucchiai. La sedia è sempre troppo alta e il tavolo è imbiancato di farina. L’aria è impregnata di odore di frittura e mamma è affaccendata, con indosso quel grembiule dai mille colori.

Bentornato e bentornata a casa.

La serata di maggio della rassegna Femminile Plurale di Casale Pontrelli è stata questo: un ritorno.
Non nostalgico, ma vivo. Fatto di memoria, racconti e ricette tramandate senza bisogno di essere scritte.

“I sapori che restano” ha portato nella stessa cucina la chef Angela D’Errico, sua mamma Pina e Mamma Lia, madre di Luca Pontrelli, in una cena familiare e autentica.

Tre donne e un patto silenzioso fatto di ricette affidate alla parola, di gesti imparati per imitazione, di segreti custoditi in pentole di terracotta.

Il menù: ogni piatto, un ricordo

Il benvenuto in cucina comincia con le pettole, gonfie e dorate, che in molte case arrivavano solo a Natale, o quando c’era qualcosa da festeggiare. Il calzone di cipolle con acciughe e ricotta forte è la versione adulta di qualcosa che da piccolo non capivi bene ma mangiavi lo stesso, perché era buono… e lo è tuttora.

Le portate centrali, dove la scarpetta è d’obbligo, sono il cuore della memoria collettiva del Sud.
La parmigiana che non è mai uguale in due case diverse, le polpette di pane col sugo che sono il modo per insegnare che non si butta via niente e che anche con poco si può fare qualcosa di straordinario. I carciofi fritti, uovo e farina, sono la ricetta che non hai mai scritto perché si guarda e si fa.

Poi c’è riso patate e cozze o patate riso e cozze, comunque lo si dica, “la tiella” è amore. Più che un semplice piatto, quasi una bandiera. Il centro di gravità di tante domeniche pugliesi, l’origine di infinite curiose discussioni, il capostipite di “mamma lo fa meglio”.

Le brasciole, il cuore di casa, invece insegnano la pazienza: ore sul fuoco, quel sugo che si addensa lentamente e che non ammette scorciatoie.

E come sempre la conclusione dolce. La torta di Mamma Lia alta e soffice, ricoperta di panna e con le fragole, è stata una vera coccola. Così come il pane e crema di nocciole, quanto pomeriggi ci ha fatto compagnia?!

Dietro le quinte di una serata così

Una cena come questa nasce da una rete di persone e realtà che credono nel valore della tradizione, del territorio e della convivialità.

Grazie ai nostri partner: Oraviaggiando e Sapori di Puglia, che raccontano questa terra con la cura che merita. E grazie agli sponsor che hanno sostenuto la serata: Carni e Salumi Boncarni, Amore Coltivato e l’Associazione Cicoria Puntarelle Molfettese, custodi di sapori e tradizioni che meritano di essere celebrati.

La serata è stata presentata da Sandro Romano e Nunzia Bellomo, che hanno accompagnato i commensali con la leggerezza che questo racconto richiedeva.

Al Casale Pontrelli crediamo che la tavola sia uno dei luoghi più onesti che esistano. Ci si siede, si mangia, si ricorda.

Grazie a Mamma Lia, Mamma Pina e alla chef Angela D’Errico per aver condiviso non solo le loro ricette, ma qualcosa di molto più prezioso.

I sapori che restano sono quelli che profumano di casa.