
Novembre arriva sempre un po’ di soppiatto. Le giornate si accorciano, la pioggia sembra aver conquistato un abbonamento fisso e noi ci ritroviamo a fare cose inspiegabili, tipo desiderare una coperta in più o “qualcosa di caldo”. È in questo momento che ricompare lei: la zucca. Non serve neanche cercarla, perché la trovi dovunque.
È dolce ma non troppo, solida ma morbida, elegante senza essere snob. È l’ingrediente ideale nelle nostre giornate disordinate.
Una viaggiatrice gentile: storia e virtù del “non sprecare”
La zucca è soprattutto un pezzo di cultura contadina, che abbiamo ereditato senza quasi accorgercene. Spesso la diamo per scontata, come se fosse sempre stata nei nostri orti. Eppure lei è una grande viaggiatrice. Infatti la varietà dolce e polposa che tanto amiamo arriva dalle Americhe.
Da cibo umile, destinato a sfamare i contadini durante gli inverni rigidi, è diventata un simbolo di abbondanza e creatività.
È l’esempio perfetto di completa utilità, perché nulla va sprecato: la polpa è usata per minestre e focacce, i semi tostati diventano uno snack, la buccia finisce nel brodo.
Questa eredità oggi la chiamiamo “sostenibilità”, ma per i contadini significava semplicemente “non sprecare”.
Quando arriva in cucina, la zucca è un po’ come quell’amica che va d’accordo con tutti. Se la metti vicino al rosmarino o alla salvia, tira fuori il suo carattere rustico e deciso. Se la abbini a una punta di amaretto o di spezie dolci, diventa subito una coccola, quasi un dessert.
Tra lentezza e creatività

E poi c’è il suo lato creativo, anche quello importato da lontano. La intagli, la dipingi, la colori e…ancora più divertente, crei bombe di semi per far germogliare la terra. Tutte attività che al Casale non mancano e ci fanno ritornare un po’ bambini e bambine.
È proprio questo che cerchiamo di custodire tra le nostre mura. In un mondo che corre, fermarsi a osservare la natura che cambia colore o sporcarsi le mani, che sia di terra nell’orto o di farina in cucina, diventa un piccolo gesto di cura. La zucca, con la sua forma imperfetta e allegra, è il giusto pretesto per riscoprire il piacere della convivialità lenta.
Non serve un’occasione speciale: basta la voglia di stare insieme, mentre fuori l’aria si fa pungente.
A noi piace farlo la domenica, con un menù sempre diverso, ma uguale in bontà e fantasia.
Il giorno della famiglia, del riposo e del pranzo lungo, c’è sempre posto al Casale per una tavolata “come a casa”.
Ti aspettiamo per riscaldare questo novembre, un piatto alla volta. Perché l’autunno, gustato in buona compagnia, ha tutto un altro sapore.