Ci chiedono spesso cosa significhi davvero “fare cucina autentica”.
Per noi non è una definizione da ricettario, ma una pratica quotidiana: mani nella farina, scelte consapevoli, rispetto profondo per la terra. Un modo di stare in cucina che nasce tra le mura del Casale e si traduce in ogni piatto.
La stessa visione che, lo scorso 5 febbraio, ci ha portati fino al Senato della Repubblica.
In occasione della presentazione del disegno di legge sui Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), la nostra chef Angela D’Errico ha ricevuto il riconoscimento di Ambasciatrice della cucina autentica: un titolo che premia chi sceglie ogni giorno di custodire e valorizzare i sapori come patrimonio culturale, non come semplice prodotto.
Tra ingredienti e storie da proteggere
Il riconoscimento, promosso dall’associazione biscegliese Cooking Solution insieme a Giuseppe Frizzale, è stato conferito durante la conferenza stampa a Palazzo Madama, introdotta dalla Senatrice Annamaria Fallucchi.
Al centro dell’incontro, il nuovo provvedimento pensato per rafforzare le politiche agrarie e valorizzare i PAT: un progetto che guarda ai prodotti tradizionali come a una vera mappa culturale dell’Italia.
La proposta prevede anche l’istituzione, presso il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF), del marchio nazionale volontario «Esercizio di qualità PAT e filiera italiana»: uno strumento concreto per tutelare non solo ciò che mangiamo, ma ciò che siamo.
Un “bollino” che non è solo un fregio estetico, ma una garanzia di trasparenza per il consumatore, infatti, per ottenerlo, i locali dovranno rispettare standard rigorosi.
In un mondo che corre verso consumi veloci e spesso anonimi, si vuole dare forza a chi sceglie di riportare nei menù storie e saperi locali.

Un traguardo che appartiene a tutta la squadra
Tuttavia, c’è un dettaglio che le foto ufficiali non possono raccontare fino in fondo: questo premio non appartiene a una sola persona. Mentre Angela stringeva quel riconoscimento tra le mani, il suo pensiero è andato immediatamente a chi resta “dietro le quinte”. Come lei stessa ha sottolineato, questo traguardo nasce da un lavoro di squadra continuo, fatto di persone che scelgono di crescere e di migliorarsi ogni giorno con un unico obiettivo: onorare la Puglia attraverso ciò che facciamo.
Senza la visione e il coraggio di Luca Pontrelli e senza l’impegno di ciascun componente del team, il Casale sarebbe solo un posto. Insieme, invece, riusciamo a trasformarlo in una “casa” dove l’eccellenza è fatta di gesti quotidiani.
Oltre il piatto: il nostro punto di partenza
Portare l’autenticità in tavola richiede un impegno costante, fatto di sveglie all’alba e di una ricerca meticolosa della qualità. Non è solo una questione di tecnica culinaria, ma di rispetto per le radici e di amore per quello che consideriamo uno dei lavori più belli del mondo.
Per noi di Casale Pontrelli, questo riconoscimento non è un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Torniamo in cucina con una responsabilità ancora più grande: quella di continuare a lavorare insieme affinché ogni nostro piatto racconti una storia e renda giustizia ai tesori della nostra terra.