Un orto non è solo un orto. È un esperimento ecologico, una palestra di pazienza.
A Casale Pontrelli, tra filari di piante officinali e cassoni rialzati pieni di verdure, Roberto Berardi pratica ogni giorno un’agricoltura diversa. Rigenerativa, la chiama. Perché non si limita a coltivare: restituisce vita a un terreno che l’aveva persa.
Esperto in permacultura, ci racconta che qui la terra non fa solo sfondo: è protagonista. E non c’è esperienza vissuta che non abbia a che fare con il lavoro silenzioso e potente che succede sotto i nostri piedi.
Ma se ti aspetti il classico racconto bucolico dell’agricoltore in camicia a quadri, preparati a qualcosa di meno patinato e molto più vero.
Rigenerare il suolo: una rivoluzione silenziosa
“Quando siamo arrivati al Casale, il terreno era sterile. Zero attività microbica”, dice.
Un suolo che non vive, non dà. Ma dove molti avrebbero visto un problema, Roberto ha visto una sfida: quella di rigenerarlo, lentamente, senza forzature. Niente arature aggressive, niente prodotti di sintesi. Solo pacciamatura, osservazione e pazienza.
“Bisogna alimentare il terreno, non solo la pianta”, spiega. Un principio che in permacultura è quasi sacro.
La permacultura spiegata a un bambino
La permacultura, per chi non la conosce, può sembrare un concetto complesso. Roberto la rende semplice, come spiegarla a un bambino:
“È un modo per organizzare le cose in maniera intelligente. Come la cameretta di un bimbo: ogni cosa ha più funzioni. Così anche l’orto deve produrre, decorare, rigenerare. Tutti gli elementi devono aiutarsi tra loro, come in un ecosistema.”
In questa logica, un pomodoro non è solo cibo: può diventare un rimedio naturale contro i parassiti del cavolo. Ogni pianta è parte di una rete, e ogni gesto agricolo è parte di un pensiero più grande: imitare la natura, invece di dominarla. Nel nostro orto crescono zucchine, barbabietole, ma anche piante rare, frutti antichi e fiori officinali. Ogni angolo ha una funzione. Spesso più di una.
E la logica si estende a tutto il Casale: gli scarti della cucina diventano compost, il compost torna nell’orto, l’orto alimenta la cucina. In un ecosistema circolare, concreto e vivo.
L’orto vuole l’uomo…morto?

Ride mentre lo dice, ma la frase colpisce: “L’orto vuole l’uomo morto”. È il suo motto, quasi una battuta, ma anche una piccola verità. Coltivare in modo naturale non è romantico, è impegnativo. Richiede tempo, dedizione, fatica. Ma se lo fai con amore diventa quasi una meditazione. “Toglimi l’orto e sono un uomo morto”.
E in questo equilibrio tra lavoro e contemplazione, tra sudore e meraviglia, Roberto ha trovato il suo posto. Dopo esperienze in Australia, Inghilterra e Puglia, ha scelto di restare. Perché qui ha trovato sì un terreno da coltivare, ma anche la libertà di farlo come vuole.
Vuoi vedere l’orto con i tuoi occhi?
Casale Pontrelli non è solo una location per eventi, ma un progetto innovativo che unisce natura, convivialità e cultura. Se vuoi scoprire dal vivo cosa significa camminare tra aiuole fiorite, orti didattici e prodotti artigianali pugliesi, ti aspettiamo.